La danza di Kibra
8 mar
Questo non è un racconto erotico, ma il mio modo di riflettere sull’otto marzo, che non è certo un giorno da festeggiare in modo stupido.
Niente mimose: siamo donne tutto l’anno, ma io oggi sono un uomo. con la sensibilità regalatami da Un Uomo.
Scorre veloce sotto le ruote della mia vecchia auto il nastro dell’asfalto, costellato qua e là da residui di pozzanghere e da miraggi di mezzogiorno. La mia guida è automatica e deconcentrata, su questo tratto di strada che conosco come le mie tasche. Con la coda dell’occhio mi soffermo sui cigli della carreggiata, traboccanti dei fiori bianchi dell’umile Continua >
Villa flora per Lite Editions
5 mar
Da oggi, sarà possibile scaricare il mio racconto “Villa Flora” edito da Lite Editions.
Trovate il link per scaricarlo qui ...
“A volte, basta un avvenimento inatteso e apparentemente piccolo per stravolgere un’esistenza tranquilla e poco entusiasmante. È quello che capiterà a Daniela, giovane donna di provincia, infelice della sua vita monotona e di un matrimonio senza passione. Attraverso un uomo misterioso conosciuto per caso tramite un sms sbagliato, Daniela viene introdotta in una comitiva esclusiva, formata da giovani uomini e donne dediti a darsi reciproco piacere erotico. A Villa Flora, la casa dove il gruppo si riunisce, Daniela si lascerà andare e Continua >
Nora
19 gen
Un raccontino di getto, senza troppe strutture mentali? Voilà.
“Tutto questo è pazzesco!” pensava Nora, mentre, ansimando, non riusciva a proferire parola. Inchiodata contro un lampione rotto, mani sconosciute la frugavano in ogni angolo e lei lasciava fare, contro la palese assurdità di ciò che stava accadendo. Quei baci famelici che le piovevano impetuosi sulla bocca le facevano capire quanto aveva bisogno di lasciarsi andare: le sue difese erano deboli, inconsistenti. Rispondeva goffamente a quei baci, mulinava forsennatamente la lingua alla ricerca di tutto ciò che poteva lambire, e più la voce della sua ragione gridava angosciosamente intimandole di smettere, più Continua >
Plexiglass
18 gen
Questo racconto è un inedito scritto e concepito per un progetto più ambizioso. Di questo progetto non si è poi più fatto nulla, e quindi lo ragalo a voi, come ormai sono abituata a fare: per me la cosa più importante è condividere le emozioni, e la più bella ricompensa per quello che scrivo è un’ anima che vibra, fosse davvero anche una sola.
Buona lettura, Elettra.
“Sei nervosa?” chiese Robert a Charlotte, posandole una mano sulla vita.
“No, per nulla!” mentì lei, rabbrividendo nel vestito un po’ troppo leggero per quella serata d’ottobre.
“E tu?” Robert sorrise e fece cenno di no, Continua >
Come Ti Amo
14 nov
Come la corsa sotto la pioggia
Coi polmoni rotti dal gelo
Come il velo di lacrime
Che fa ballare le luci negli occhi
Come la notte di San Lorenzo
Con la fronte verso una vaga speranza
Come quando insonni nel letto si trema
Che non c’è coperta che scaldi abbastanza
Come quando ci si spoglia dei vestiti fradici
Coi segni rossi sul corpo tremante
Come il primo bagno in mare di giugno
Con l’acqua che lambisce la pelle bianca
Come l’alito caldo sul vetro freddo
Col dito che vi traccia disegni infantili
Come appostarsi di notte
Contro un muro coperto di edera
Come una strada piena di buche e fossi
Che conduce a una meta preziosa
Come indossare una Continua >
Una Sorpresa
10 nov
Luca tornò a casa nervoso dopo una lunga giornata di lavoro . Il tono di sua moglie Adriana al telefono gli era parso un po’ strano, agitato. Gli aveva chiesto con precisione l’orario del suo rientro, e volle sapere se per caso non avesse in mente di portare a cena qualche collega.
“Scusa, è successo solo una volta che invitassi Claudio senza avvisarti, mesi fa”
“Bè, fa che non succeda più: in particolare oggi.”
Mentre Adriana pronunciava queste parole, a Luca era parso di sentire il rumore di una sedia spostata: non era sola in casa, forse? Rimuginò a lungo, cercando di mettere in relazione Continua >
Ti amo dietro l’angolo
26 ott
Ti amo dietro l’angolo
Quando scompari dalla mia vista
E con lo sguardo a vuoto
Provo a immaginare
I tuoi movimenti da lì in poi.
Ti amo dietro l’angolo
E ti seguo come un cane randagio,
fermo sull’uscio di un cancello chiuso
e sa che quella mano
tornerà a posarsi sul suo manto.
Ti amo dietro l’angolo
Come un duetto
Cantato in due stanze diverse
Come un cielo guardato
da due punti lontani.
Ti amo dietro l’angolo
Fremente di rabbia a paura
La testa mai abbassata
Unta sulla fronte del tuo balsamo.
Ti amo dietro l’angolo
Appostata nella notte ad aspettare
E quieta rido al buio:
nella mia tasca pesa e brilla
il pegno che custodisco di te
per quello, tornerai qui ogni volta
e tatuato Continua >
Beatrice
16 ott
dedicata a Beatrice Morabito, una bravissima artista
(la trovate nel mio blogroll, se non l’avete fatto, visitate il suo sito, è incantevole!) nel giorno della sua festa.
Auguri!
questa è una delle bellissime bambole di Beatrice Morabito
È bocca rossa
Attraverso vetro bagnato,
Pioggia che schizza tra i tacchi,
Alito caldo nel bavero alzato:
Nero come il manto di un gatto
Che confonde la sua sagoma nella notte,
lasciando il vitreo brivido dei suoi occhi che sanno.
Abbagliante come un flash su uno specchio,
riverbera nelle stanze vellutate e calde
riecheggia come un gemito d’amore:
Be- a- tri- ce:
bacio di labbra, stridere di denti, rotolar di lingua
anche le bambole sembrano socchiudere il ventaglio
delle Continua >
Parliamone
7 ott
Parliamone. non consegniamo all’oblio questi momenti senza averne parlato senza aver speso le parole che servono. parliamone per aver conferma che è successo. parliamone per suggellare ciò che abbiamo condiviso. ceselliamo i dettagli su cui non ci potemmo soffermare e facciamoli volare: parole come soffioni consegnate al vento e all’immortalità.
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.
Webcam
5 ott
la creatività come antidoto alla disperazione.
questo racconto nasce dalla suggestioni ricavate da alcune chiacchierate con dei cari amici, ai quali ho rubato brandelli di storie per comporre questo monologo di un uomo che potrebbe essere chiunque : storia ordinaria e minima.. come tante in questa epoca.
buona lettura.
Elettra
È notte ormai. Mi accosto al PC, la luce dello schermo è l’unica a rischiarare la stanza. Lei, Mimma, la mia compagna, è di là. Forse dorme, forse, più probabilmente, mi aspetta. E io mi sono stancato di cercare dei buoni motivi per raggiungerla. In crisi ci stiamo da non so più quanto. Non Continua >
La tua voce
25 set
La tua voce. Cipria e nebbia, polvere e zucchero di canna. Talco e sale, hennè, gesso colorato, ocra, porpora, cobalto e zinco. Creta e terra rossa, cannella e the verde. Pulviscolo di marmo, sabbia dorata. Argilla bianca, fuliggine e carbone. Granella di mandorla, caffè, oro e argento. Chicco di riso, amido, farina, bianca scia. La tua voce. Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported .
Dedicato agli uomini.
5 set
Premessa: questo non è un attacco rivolto al genere femminile cui fieramente appartengo! È una semplice osservazione ispirata a delle confidenze che ho raccolto.
È luogo comune credere che per quanto riguarda il sesso gli uomini e le donne siano diversi come il giorno e la notte. Noi donne solitamente siamo più profonde e sentimentali, abbiamo più spesso bisogno di coinvolgimento , di sentirci al centro delle attenzioni e via discorrendo.
Dell’uomo si dice che vive il sesso in modo più istintivo e fisiologico. E che ha sempre in testa solo quello, molto più di noi . Tanto che molte donne danno per Continua >
Secoli e Parole
20 ago
Le ho viste scorrere sotto la punta del tuo dito
Te le ho sentite mormorare in calde notti d’estate:
Parole di grandi, poeti, saggi, illuminati,
gente che conobbe a memoria la notte
che parlò di noi come a presagire il nostro arrivo.
Milioni di gocce di sangue d’amanti
Hanno tracciato lunghi percorsi su carte infinite
E noi presuntuosi inventori di qualcosa
Che già fu invece cantato e battuto in centinaia di petti
Gonfi dello stesso dolce annegare, dello stesso anelare
Tutte quelle voci che si levarono solitarie
Nei tempi hanno continuato a vibrare, l’una sull’altra
Adesso fanno da orchestra al nostro canto
Fanno da spalla al nostro duetto.
Tanti e tanti massi che imploranti Continua >
quando dici “Mia”
19 ago
Tu
Che mi dici “Mia”
E su quella parola indugi
Posso sentire il mare rotolarsi tra le tue labbra
Quando dici
Mia.
Mi stringi i fianchi e lo ripeti
E io mi sento fatta di infinite parti:
a ognuna tu ti rivolgi,
a tutto ciò che si trova nei miei contorni
quando dici
Mia.
Riecheggia il buio
Della mia stanza solitaria,
una flebile luce
Disegna il mio corpo
Mentre mi accosto al letto:
Sento la tua voce dire
Mia
Ed eccoti qui, distinto e chiaro.
Nel fondo dei tuoi occhi
Mi vedo riflessa,
piccola piccola
e tutta intera:
allora penso che è vero,
meraviglia, è vero!
Ti appartengo
Perché l’immagine di me che rendi
È tanto vera, autentica e completa
Da divenire sostanza,
materia di carne e sogno.
opera di Annick Continua >
Attimo per attimo
6 ago
Non ti chiedo nemmeno di restare
Vai pure.
Nel passo che ti allontana
Sento già il tuo ritorno.
Vai, non ho più paura se vai
Ho di che stare occupata
Finchè non torni.
Mi concentro su di te.
A ritroso, da quando
Hai aperto le mani
Lasciando il mio viso
Incornciandolo e conteplandolo
Come una bolla di sapone
Dai mille colori cangianti.
Torno indietro
Attimo per attimo
Quel forte delicato calore
Che hai infuso sul mio corpo
Io adesso lo devo ingoiare
Con ogni poro,
lasciarlo penetrare.
Quando ti sei accostato a me
Il mio corpo si è lisciato, piallato
Via gli spigoli
Ho sentito il tuo allo stesso modo
Lisci come acqua
Combaciavamo, perfetti.
Dov’era la tua mano
Nel momento in cui
Ho sentito le scintille?
Non importa più,
capisci, Continua >
Amina
9 lug
Buon compleanno cara…
Silenzio: voi tutti un nome riecheggia in questa notte vuota e mi parla di chi lo indossa. Viene da lontano e si posa gentilmente sulla bocca: badate bene, ho detto bocca non labbra, perchè la bocca è carnosa, è calda, accoglie e ingoia, la bocca è la porta che si apre per placare la fame delle viscere, profonde, come lei.
Parla di uan sposa fedele, il suo nome, di un grembo illustre: fedele all’Amore che lei serve; come grande sacerdotessa di cui baciare la veste, come serva incoronata dalla sua devozione.
Parla della dea primigenia, il suo nome, della Continua >
Cerette…
21 giu
“Pvego, Nicola, in anticipo come al folito, accomodati puve” disse l’estetista Lella aprendomi la porta e salutandomi con la sua esse blesa e la sua erre moscia: un connubio che, all’inizio, mi aveva spiazzato, ma adesso ero abituato.
Mi informò di averne ancora per un bel po’, con la cliente prima di me: assicurai che non era un problema, sedetti sul canapè nella piccola sala d’attesa e aprii il mio giornale. Sapevo che non l’avrei letto granché. Lella si richiuse nello stanzino e si rimise all’opera. Dopo poco tempo, sentì provenire da lì dentro un grido: “AHIA!!!”
“Uhm, ceretta” pensai, ridacchiando. Continua >
Ho chiuso gli occhi
15 giu
Tiepido vento che gioca col mio vestito sulle ginocchia
E increspa la mia pelle in un brivido che pare onda di mare.
Arrendo la testa tra le braccia a riposare e chiudo gli occhi
Le fronde danzanti mosse dalla mano della brezza
E i gatti nel loro giocar a scoprire il mondo
Più non guardo, e arriva lucente un’ intuizione.
Questo è un posto segreto che nessuno conosce
Tranquillo da potersi sfilare gli abiti e farne giaciglio per due.
Se venissi qui da me adesso e mi abbracciassi vedresti
Che resteremmo indisturbati e sereni per ore ed ore.
Nel breve spazio del mio calare le ciglia
Potrebbero morire gli anni interi
il richiamo
5 giu
Prima di appartenerti
Il tuo nome cadeva nel vuoto
Nessuna corda si tendeva
Esso non era un richiamo.
Ora che veste la tua figura,
ora che racchiude il tuo sguardo,
ora che identifica la tua mano,
esso è dovunque,
è il nome di un bimbo che gioca in un cortile,
è affisso sui muri,
è scritto nei giornali
come se tutto il mondo
mi chiamasse non più col nome che
era il mio
ma col dolce suono
che richiama alla mente
il mondo che sei tu:
il mondo che mi appartiene,
il mondo cui appartengo.
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.
Continua >avviso ai naviganti
29 mag
sto un pochino sistemando il blog, mi scuso se questo potrà causare un disagio nella navigazione!
gli articoli sono comunque tutti a vostra disposizione nelle categorie e negli archivi mensili.
Elettra.
Corriere espresso
26 mag
qualche volta, una consegna sbagliata di un pacco può succedere. Ma siccome non tutto il male viene per nuocere… nasce un altro piccolo divertissement erotico!
“Buongiorno, devo recapitare questo pacco al signor M.”, disse il fattorino del corriere espresso, suonando alla porta alla undici del mattino mentre Elvira era intenta a lavare il lampadario della sala. Aveva imprecato quando avevano suonato alla porta, rischiando di cadere dalla scala su cui si era arrampicata per compiere la delicata operazione che avveniva puntualmente ogni terzo venerdì del mese.
“Oh si … Deve essere quel robot da cucina che ha ordinato su internet la settimana Continua >
Leggimi
24 mag
quando è nata l’idea di questo racconto, ovvero una storia di una seduzione che avviene attraverso la parola scritta/letta, mi è venuta l’idea di collocare qua e là dei brani dei miei stessi racconti.
e mi sono permessa di omaggiare anche uno scrittore che ho molto amato, Henry Miller: un tributo di una “piccola piccola” come me a un Grande Grande come lui…
“E così, fai lo scrittore.”
Juri sorrise: “ Buffo che tu abbia detto proprio Fai lo scrittore e non Sei uno scrittore. Mi piace: a fare ci si possono mettere tutti, infatti, ma essere, bè, è tutta un’altra cosa. Continua >
Make-up
17 mag
questo racconto l’ho scritto pensando allo stile delle sit-com americane:
un equivoco un pò comico e poi….
“Posso truccarti?”
Disse Melissa, sventolando un gran pennello e sfoderando un sorriso da far impallidire.
“Truccarmi? Ma come ti salta in mente?”
Rispose Claudio, mentre già sudava freddo nel vedere Melissa in shorts e canotta, avanzare verso di lui a piedi nudi e con un’espressione maliziosa negli occhi.
“Si dai … devo esercitarmi per il corso di make-up che sto facendo … Mi serve una cavia!”
“Io sono qui per aggiustarti il computer, Melissa …”
Ma lei era già addosso a lui, aveva afferrato il bracciolo della poltroncina girevole e Continua >
Call Center
16 mag
un piccolo divertissement…
“Il prossimo della lista è il signor F ….” Pensò Sonia, operatrice di un piccolo e sgangherato call center che in quel momento si occupava di indagini di mercato per una azienda di detersivi.
“Pronto, signor F.?”
“No, il signor F. è fuori di testa e io sono il badante.”
“S- scusi …???”
“Ho detto, si, sono io, chi parla?”
Spiazzata, Sonia balbettò:
“ Buongiorno: io sono Sonia. Chiamo per conto della Clean-Twirl, una azienda che produce detergenti per la casa e la biancheria e …”
“Che palle …”
“Come dice, scusi???”
“Ho detto, dimmi tutto tesoro, sono tutto orecchi.”
Confusa, Sonia non sapeva che pesci pigliare, Continua >
difetto d’eternità
9 mag
Quante saranno state,
Le vite prima di questa,
Dal principio dei tempi ad oggi?
Se ci son state,
Tutte, forse mille o di più,
devo averle trascorse con te.
Non saprei altrimenti
Come possa esser così forte
Il desiderio,
Così ostinata la certezza
Stretta tra i denti
E ripetuta come salmo
Di passare con te tutte
Le altre che verranno.
Considererò questa vita
Questa sciagurata vita d’assenza
Un piccolo
Trascurabile
Fantasie di un autista d’autobus
8 mag
riveduto e corretto…
Se ne accorse subito, mentre lei alzava la gamba per salire sul primo gradino dell’autobus: sotto l’abito a fiori portava delle calze autoreggenti, fu un attimo, ma riuscì a vederle.
La mano, piccola e femminile, dalle unghie corte e laccate di rosso vivo, si avvolse elegantemente intorno al passamano, per aiutarsi a salire sul mezzo, mentre alzava il viso seminascosto dagli occhiali scuri e pronunciava un sommesso ma fermo “ Buongiorno”.
Lui richiuse il portellone del mezzo alle sue spalle e la guardò obliterare il biglietto, e continuò a guardarla dallo specchio retrovisore, mentre procedeva adagio a scegliersi il posto: come Continua >
Spleen Boy
7 mag
Nadia entrò nella stanza in punta di piedi. Non riusciva più a prendere sonno e istintivamente andò nella stanza dove dormiva Franz, quasi a voler controllare e vigilare sul suo sonno, come si fa con i bambini.
Il ragazzo si era addormentato con uno spartito in mano e mezzo vestito; le lunghe gambe fasciate in un paio di jeans scoloriti, e nulla più, i piedi nudi, il torace anche. Nadia contemplò il suo viso, mentre dormiva raggomitolato in posizione fetale. Il suo profilo era quasi androgino. Le ispirava uno strano miscuglio di tenerezza e violenza; aveva voglia di accarezzarlo o di stritolarlo.
Guardò poi Continua >
dormiveglia
3 mag
questa poesia con l’eros non ha molto a che fare. o forse si, a ben vedere. ha a che fare con le percezioni..
Adoro il dormiveglia
Magico limbo
Dove le cancellate si aprono
E le sentinelle del giorno
Danzano con quelle della notte
Sulla superficie dei sogni
Vitrea come lago
Insieme ne scrutano le profondità
Prima che si prosciughi
Come vaso incrinato riversa
Le sue acque
Sulla rena arida della coscienza
Sul fondo appaiono macchie
Di pura energia, di idee
Che la notte tende al giorno con i suoi carnosi palmi
Brillano nella luce lattiginosa
Solo per un attimo
Prima che tutto si squarci
E torni al suo posto
Nulla resta sotto il sole impietoso
Solo una vaga inquietudine
Una vaga eccitazione
Delle Continua >
l’amore bussa
29 apr
l’amore bussa alle mie porte alle mie finestre sibila tra le fronde dei miei giardini cammina per le mie terre in mille forme e travestimenti a volte è difficile da riconoscere a volte è difficile distinguerne le sagoma attraverso i vetri battuti dalla tempesta ma io vedo che sempre è lui che entra dalle mie porte dalle mie finestre è lui che abita le mie terre.
Complimenti allo Chef!
25 apr
“Ma … lei non è Matilde!!!” esclamò Livia, accomodandosi frettolosamente la vestaglia semi aperta. “Mi pare evidente, signora: non sono Matilde, sono Salvatore: Matilde si è rotta un braccio e l’agenzia ha mandato me” , rispose il giovanotto, con un sorriso scintillante negli occhi scuri e con due belle fossette agli angoli di una bocca ben disegnata e con i denti bianchissimi. Livia era ancora stupita ma già stava osservando la bellezza abbacinante del ragazzo, che sembrava un po’ giovane per essere uno chef, e che con la sua altezza e imponenza fisica avrebbe potuto benissimo fare il modello e Continua >
aria fredda
17 apr
L’aria è fredda, e fredda la punta delle tue dita come se un gelo d’assenza fosse venuto da dentro freme nel contatto la tua mano freme nel riceverlo la mia pelle i tuoi occhi lucidi si riflettono sul soffitto che mi appare stellato anche in pieno giorno. scivola sotto i miei vestiti: è lì l’alcova che scalderà il tuo desiderio stremato e le parole nella mia bocca si sono liquefatte mi percorrono tutta fluiscono in un rivolo nel centro del mio essere dove la tua lingua se ne bagnerà e le farà fiorire.
il tempo
16 apr
Com’è relativo il tempo : Scorre su di noi, mio tesoro, lo vedi? No e nemmeno io, tranne quando scorgo il tuo viso E lo scopro caro di ricordi che prima non avevi, Vedo una tenerezza nel tuo sguardo Che il quotidiano ha alimentato. Non è il giorno o l’anno il metro Per misurare il tempo, il mio, Ma i solchi che lascia dentro me, sono le cose con cui io l’ho riempito, E il ritmo con cui amo scandirlo è la musica fatta da parole e silenzi Le quiete attese e le frane improvvise E i battiti del mio Continua >
in treno
15 apr
Viaggiavo spesso in treno. Mi era sempre piaciuto, e di solito prendevo posto accanto al finestrino, facendomi quasi tutto il viaggio con la testa girata verso fuori, verso il paesaggio che scorreva veloce sotto gli occhi. Sceglievo di preferenza scompartimenti vuoti, e raramente attaccavo bottone con gli altri passeggeri, quando venivano a sedersi accanto a me.
Quel giorno, un uomo giovane, come me, più o meno, entrò nel mio scompartimento un paio di stazioni dopo la partenza. Aveva come bagaglio uno zainetto liso e floscio, che pareva vuoto. Aveva l’aria forzatamente spavalda, e un sorrisetto strano, nervoso. Si passava le dita Continua >
bello straniero
12 apr
Somiglia l’animo umano ad un castello
Dalle tante stanze irrorate di luce,
Riccamente arredate, lucide di specchi
Risuonanti di musiche e di cristalli
Ma dalle tante segrete e antri bui,
Soffitte dove l’indesiderato si accatasta
Camere abbandonate polverose e silenti
Di cui nessuno ricorda più l’esistenza.
Arriva un giorno il Bello Straniero
Con arti d’incanto muove i venti
A bussare alle porte e scuotere le coltri
Trema la terra dalle fondamenta
strepitano le travi contorcendosi.
Se non verrà opposta resistenza
Allora le finestre si spalancheranno
Alcuni vetri finiranno in cocci
E dalla fenditure entrerà l’esterno
Foglie morte nelle sale lussuose
Aria pura nelle stanze vecchie e stantìe
Le cantine gocciolanti si riempiranno di echi
I bugigattoli respireranno primavera.
Rimescola tutto il Bello Continua >
il tango dei due astri
10 apr
è stata un regalo di compleanno, ora la ripropongo, perchè di auguri ce n’è bisogno più che mai…
Danza con me questo tango, mio amore Nel giorno della tua festa Stringimi forte e fammi volteggiare. Gli sguardi intorno a noi sono stelle mute I bisbigli si fondono con la musica prima di svanire dalla nostra mente rapita. Ho indossato con mani tremanti Il mio vestito più bello Che diventa inutile barriera alla stretta della tue mani: mi indovini sotto il tessuto soffice le tue dita ammaestrano il mio respiro. Luminoso il tuo sguardo, come non so cosa Mi ci vedo dentro, Continua >
alle tue spalle
8 apr
arrivarti alle spalle immaginare il tuo viso immerso in quello che stai facendo guardarle, le tue spalle mai troppo stanche mai troppo curve posarvi le mani adagiarmi col corpo il mio viso sulla tua nuca i tuoi capelli tagliati di fresco fammi addormentare così sarò il tuo sacco da viandante senza peso nè invadenza pieno di sogni leggeri e ristoro.
incontro a mezzogiorno
4 apr
Sole alto: mezzogiorno di fuoco, di calda primavera esplosa di farfalle e insetti ronzanti, lungo un nastro di strada affondata tra le campagne casualmente in una distrazione del tempo io e te. Fermo il mondo a svolgersi lontano da noi, a darci breve tregua in questa tiepida e sonnacchiosa ora che apre il pomeriggio.
Un incredulo venirsi incontro: “ Proprio tu, qui?” “Proprio tu, adesso?”
Mentre corpi si accostano l’un l’altro frementi e indugianti in quell’attimo di timidezza che ha l’affamato davanti al banchetto.
I tuoi occhi, i miei occhi, specchi e pozze d’acqua, mi immergo, ti immergi, mentre l’abbraccio sale dalle mani Continua >
ciò che di te mi appartiene
3 apr
È null’altro che l’impronta di odore
Che lasci al tuo passaggio
Vorrei tendere la mano per afferrarla
E avvolgere il mio corpo
Nelle bende di seta
Del profumo che hai
Ma la lascio andare e dilagare
Per immergermici a occhi chiusi,
Nuotare nell’aria che tu hai marcato
Null’altro voglio né mai chiederò
Ciò che di te mi appartiene
È volatile come Essenza
Io la raccolgo tra le mie mani
La distillo
Perché nulla ti prendo
Se non allo scopo di rendertelo
Insieme a ciò che io vi ho aggiunto
Di mio
Così adesso, vedi,
di nuovo appartiene a te.
Continua >
dilemma
2 apr
A quali dilemmi ci sottopone l’amore!
Quando poso i miei occhi sulla tua figura,
riempiendo di te tutto l’orizzonte della mia vista,
reclamano le mie labbra di posarsi sulla tua pelle.
E quando gusto il tuo sapore, senza più spazio
Tra il tuo e il mio corpo, ecco che gli occhi
Nuovamente reclamano la loro parte.
Mi strazia l’indecisione, facendo la spola:
potessero avere la vista, le mie labbra,
potessi tu sentire, quando ti guardo,
sciogli i miei nodi
1 apr
Sciogli i miei nodi, dolce tesoro Slaccia le corazze che la vita Mi ha serrato addosso Slega le cinghie che m’ ingabbiano Libera le mie ali perché io Mi innalzi al tuo fianco Sbottona le mie ansie, Scosta le mie paure Togli il giogo dalla mia gola Rendimi fiato e voce Perché io possa cantare Perché io possa sbocciare Aprendomi, libera, tutta E danzare la tua meraviglia
chiedo perdono
1 apr
Chiedo perdono
In ginocchio
Alla mente
All’ anima
Alla pelle
Per quelle volte
Che ho fatto l’amore
Tanto per fare.
L’amore va celebrato su altari di brace
Va consumato sulla cima di una montagna
Scalata a mani nude.
Chiedo perdono
Con rabbia
Per quando ho svenduto
Per quando ho capitolato
Stanca di lottare
Per quando ho acconsentito
Per non rifiutare.
L’amore va versato dentro fauci spalancate
Va percosso su carni tremanti
Va fatto vibrare su membra tese schioccante come frusta.
Chiedo perdono
E giuro solennemente
Croce sul cuore
Croce sul ventre
Di servire l’amore come sacerdote
Di percorrerlo come pellegrino errante
Di salmodiarlo con grida roventi
Di dipingerlo con la punta della lingua
Fino ad averne secca la bocca
Di modellarlo con mani tremanti
Di danzarlo con spasmi violenti.
Continua >
delirio
30 mar
È un delirio… Un pensiero… Un ricordo, Una sensazione… Mi ci tuffo dentro…. Il rumore è dolce. Vado alla deriva, l’acqua mi accarezza… Lambisco le tue coste. Ovunque ci sono oasi che placano la mia sete, c’è sole che scotta e ombra che ripara, brucia la sabbia sotto i miei piedi, ma subito li affondo nell’erba umida di rugiada o nell’onda spumosa. Bevo a grandi sorsi da un frutto carnoso, come labbra,tue labbra, come lingua generosa, calda, tua lingua. Sale e zucchero. Sciolgo i capelli al vento,o alle tue dita? Mi lascio modellare. offro il viso al calore del sole: ai Continua >
Dalia
29 mar
racconto soft… che parla di un’amicizia lieve e cameratesca tra due ragazze. Special Guest: la bella Chiara, che ha dato volto alla mia Dalia.
Oggi è il tuo compleanno, mia cara. ti faccio gli auguri da qui, per tutte le cose belle che desideri. con affetto sincero, anche se “virtuale”.
Elettra.
.
Mettendo a posto tra le carte, durante quell’odioso trasloco che mi stava distruggendo i nervi, mi ricapitò tra le mani l’album. L’album di foto di Dalia. Anzi, foto di me, scattate da lei. Mi venne un tuffo al cuore: Dalia l’avevo ricacciata indietro, appena sopra la soglia dell’oblio, mi rifiutavo di Continua >
fammi l’amore come i gatti
29 mar
Fammi l’amore come i gatti.
Cos’è quest’impeto che mi porta a sciogliermi e a rotolare come una gatta sulla terra scaldata dal sole? Basta il solo pensiero della tua carne, che guizza sotto la pelle tesa, calda, a illanguidirmi le membra.
Fammi l’amore come i gatti.
Mordimi stretto il collo, immobilizzami, pesami addosso con tutto il tuo corpo, e con silenziosa passione fammi tua.
Grida feline già mi straziano la gola aperta.
Il gelo dell’inverno ha disperso le sue umide gocce nell’aria, e il mio ventre ti reclama.
Fammi l’amore… come i gatti, come i pazzi, come i chi nient’altro sa,
Continua >
la follia d’amore
28 mar
non è mia. ma è mia.
Sfrontate mani
la mia e la tua:
la carezza di un cane,
un malizioso pretesto,
e tra il morbido manto
toccarsi nascoste
le vedemmo.
A inseguir senza timore
quel che ogni ragione fugge;
la follia d’amore.
E poi , come sole e cometa
ad amar iniziammo,
ma tanta vi cogliemmo gioia
nel breve sfiorarci
che la crudele orbita
piegammo ,
a diventar
tonda e infinita danza.
E sull’ordito incanto di un tappeto
rubati , e al mondo celati,
da meraviglioso stupore
tra le stelle volammo….
Calda e morbida
ora d’agosto,
di balze rosse avvolta,
e dolce e impetuoso respiro
che bianca veste non tratteneva.
Carezze di seta
e bocche di velluto,
sicure e scivolanti
su sentieri di carni roventi
indugianti appena
nell’istante e sospeso e diafano
che l’abbandono precede
ma Continua >
aria
27 mar
aria sospiro e volo tu me la soffi nelle narici tu me la rubi mi tagli il respiro mi fai spalancare gli occhi mi atterri e poi mi innalzi e io mi contorco in aria volo per poter riscendere riscendo per risalire sospiri e io salgo inspiri e corro giù e tu mi culli in aria mi fai danzare in aria mi anneghi e mi resusciti in aria e io sono, e tu sei, aria.
muta ti parlo
26 mar
Non ho pronunciato una sola parola
Ma ho parlato con idiomi sconosciuti
Lingue antiche di popoli estinti
Versi primitivi delle caverne
Parole impresse su pietre in strani segni
Ti ho parlato dagli angoli del mondo
In dialetti di regioni lontane
Da tutte le longitudini mi son rivolta a te.
Polvere di secoli e sangue di genti
Sono qui dentro di me mentre muta ti parlo
Ti narro della storia del mondo
Della scintilla che creò la terra
Ti racconto dell’atavico palpito
Del primo desiderio mai provato
Vesto per te costumi di mille epoche
E li abbandono uno ad uno
Rinascendo ogni volta dal nulla
Venendo a te da ogni tempo vissuto. #gallery-3 { margin: auto; } #gallery-3 .gallery-item { float: Continua >
il mio bacio
26 mar
La bocca si apre, la pelle si tende
Come se da dentro qualcosa volesse uscire
Come uccello in lotta contro il guscio che lo trattiene
Come sorgente che gorgoglia verso l’aria
Così il mio bacio
È una fuga del mio spirito
Che corre a sdipanarsi nei labirinti del tuo
Come testa di gatto sotto calda ascella
Come viandante bagnato presso il rifugio
Come stella risucchiata dal buco nero.
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un brano di “lift mansion”
24 mar
“lift mansion” è il nome di un racconto che sto scrivendo, nato da un sogno che ho fatto, ambientato in uno strano posto dove c’erano tanti ascensori… mi sono messa a pensare e pensa che ti ripensa… è venuto fuori un soggetto piuttosto intricato che sto nutrendo come un cucciolo…. ve ne propongo un pezzettino….
In fondo c’era un piccolo palco scenico: in quel momento, due ragazze si stavano esibendo al suono di una musica tribale, in un numero di danza estremamente erotica. Erano alte uguali, imponenti e giunoniche: ma una era nera come l’ebano, aveva una splendida pelle di seta; Continua >
tango… sotto il tavolo
20 mar
Posate e bicchieri piatti e pietanze e chiacchiere un po’ distratte e soprattutto: un tavolo. In mezzo.
Tra il labirinto di sguardi sciamanti come api, i nostri furtivamente si agganciano e si staccano per poi riallacciarsi morbidamente. Sotto il tuo sguardo prendo coscienza di ogni singolo movimento del mio viso, del mio collo, delle labbra che si aprono per parlare o per sorridere, della mia lingua che rotola nella bocca nel formulare le parole, di ogni mio abbassare e alzare le ciglia, del mio passare le mani tra i capelli e non so se è la mia volontà che mi muove Continua >
torno a casa….
20 mar
amo tornare a casa in piena notte, quando tutto tace e tutto dorme: la luna e le stelle guardano i miei pensieri con un dito sulla bocca, in silenzio seguono la musica che suona dentro di me, come il ricordo di un tango segreto, di un abbraccio astrale, di due occhi che sono finestre aperte verso l’infinito… il mio ultimo battito di ciglia sarà come il chiudersi dell’ultima pagina del racconto di oggi; e la parola finale sarà l’inizio di quello di domani….
la tua bocca, il tuo respiro
17 mar
Complici e consenzienti, sospiranti, i miei abiti si arrendono alle tue dita. Trovi la pelle, la mia schiena si inarca e si scioglie, sei fresco come un sorso d’acqua , come una boccata d’aria … Ma è calda la tua lingua che accarezza la mia bocca, sono calde le tue labbra che si posano sul mio seno: il solco che nasce tra loro sembra nato per accogliere teneramente il tuo viso, per fare da valle al sole dei tuoi occhi limpidi come torrente. Sgrani i miei capezzoli come un rosario profano, essi riemergono rosei e bagnati simili a un tenero Continua >
come acqua che scorre
15 mar
Come acqua che scorre lascio che questa sensazione mi avvolga, lascio che filtri le mie labbra già schiuse, lascio che si rincorra in rivoli, che tracci su di me le sue strade. E tu: bagnato dalla stessa pioggia. Invidio quelle stille, nelle pozzanghere sotto i tuoi piedi io gioco, con le gocce che ti hanno percorso. vi immergo le dita e la mia pelle le beve come fossero invisibili e indelebili inchiostri.
seta blu
14 mar
Vesti di seta il mio corpo, scivoli con mani e occhi sulla mia pelle, accarezzi ogni parte di me con il tuo desiderio, la tua brama, che mi mi eleva, mi fa sentire quieta ed esaltata, mi fa rannicchiare tra le tue mani come se fossi dentro una conchiglia: fuori imperversano tutte le tempeste di tutti i mari, ma dentro è dolce la melodia della risacca, hanno la tua voce tutti i bisbigli d’amore in ogni tempo sussurrati …
Blu come le onde, blu come l’abito che ami vedermi addosso: come la notte che ci vide addossati a un muro a Continua >
lo specchio
9 mar
Affidai il mio viso alle tue mani Perché esse lo racchiudessero come uno scrigno Affidai la mia immagine ai tuoi occhi Perché essi ne fosse uno specchio E da lì mi guardai E mi vidi nuova La mia identità filtrata dalle tue mani e dai tuoi occhi Non ero la stessa che avevo vista riflessa Nel vetro della tua finestra Mentre ti spiavo Mentre ti aspettavo E mi sembra che noi non siamo completi Se non c’è un occhio che si posa su di noi Perché non esiste verità Se non quella che trova specchio Nello sguardo di chi la Continua >
pelle
5 mar
Pelle sono io, pelle in attesa
Sento la punta delle tue dita:
Irruvidita dal lavoro che hai fatto
Quando io non esistevo,
Indurita dal tuo suonare
a me sconosciuti strumenti.
Le minuscole fessure che si rincorrono
In curve e monti sui tuoi polpastrelli
Si sono approfondite e a tratti smussate
E ora si insinuano tra i pori sospiranti
Della mia parte più esterna e più profonda,
che vibra come fusa di gatto,
e che geme di tutti i gemiti
che hai strappato nella tua vita,
che hanno guidato il tuo orecchio
conducendoti infine verso di me.
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la brioche
3 mar
racconto semi-ironico….
Quella mattina F. era decisamente di cattivo umore, forse anche per colpa di quel tempaccio grigio, o per quello che l’attendeva al lavoro. O forse la verità era che la sua amata era rimasta ostinatamente girata dall’altra parte, al risveglio, sicuramente ancora offesa per la sciocca baruffa della sera prima, quindi F. era uscito mal rasato, senza aver fatto colazione, e con un diavolo per capello.
Entrò sbuffando in un bar sotto casa, dove nonostante la vicinanza non andava mai: non lo aveva attirato, finora, l’aspetto vetusto e quella insegna che, insieme a una pin-up anni 50, annunciava che quello era Continua >
pregusto e retrogusto
3 mar
Passo la lingua
Lenta
Sulle labbra:
chissà se qualcosa di te
è rimasto
mescolato ai miei atomi
Retrogusto
un po’ aspro di terra e campi
di quelle erbe
che restano appiccicate addosso,
di dolce, di amaro,
sanno i tuoi umori
Pregusto
il loro lento scivolare
Li sento
invadere, conquistare
penetrare
nelle zolle riarse
e assetate
I miei anditi tu fecondi
di sensualità che rotola
inebriata
nell’antica terra nuda.
tanti auguri Marina!
2 mar
oggi è il compleanno di una mia cara amica, purtroppo fisicamente lontana… questo è il mio piccolissimo regalo…
Marina …. Marina è come la brezza e come l’onda. Ti accarezza dolcemente, tiepida dei suoi viaggi nel sud aromatico e assolato, e ti graffia con il gelo che ha raccolto su freddi altipiani.
Ti lambisce e ti invita, ti travolge, ti culla e ti sommerge, ti annega e ti restituisce alla scintillante superficie dell’acqua, coi polmoni che ti scoppiano delle profondità degli abissi di lei che, pure, hai solo intravisto….
Perché Marina non finisce dove arriva il tuo sguardo…
Marina va oltre, oltre ancora e Continua >
alle porte dell’aurora
1 mar
Le sembrava di essersi addormentata solo un attimo prima, la notte era stata un tutt’uno con l’ultimo sospiro che aveva lasciato sulle labbra di lui.
Si era sciolta a malincuore da quell’abbraccio, aveva slacciato riluttante la braccia dal suo collo e srotolato la gamba che aveva avvinto attorno al suo fianco, per meglio sentire l’imperioso desiderio del suo amato conto il suo pube palpitante.
Ed era ancora a lui che stava pensando quando il sonno l’aveva colta, e allo sguardo ardente che l’aveva infiammata mentre deponeva dei baci vellutati ma carichi di passione sul dorso delle sue mani.
L’oscurità calma e senza vento Continua >
strane luci
1 mar
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“Hei! Ci sei???”
Esclamò l’amica che aveva accanto, cogliendola con lo sguardo incantato nel vuoto.
Sembrava strano che lei si potesse estraniare in quel locale affollato, rumoroso e con le luci intermittenti e colorate; ma ciò che nessuno dei presenti sapeva era che aveva le mutandine che continuavano a bagnarsi, perché un bellissimo incontro fugace si era protratto fino a pochi istanti prima che gli amici la raggiungessero, e aveva appena fatto in Continua >
fantasie di un autista d’autobus
28 feb
Se ne accorse subito, mentre lei alzava la gamba per salire sul primo gradino dell’autobus: sotto l’abito a fiori portava delle calze autoreggenti, fu un attimo, ma riuscì a vederle.
La mano sottile, bianca e affusolata, dalle unghie corte e laccate di rosso vivo, si avvolse elegantemente intorno al passamano, per aiutarsi a salire sul mezzo, mentre alzava il viso seminascosto dagli occhiali scuri e pronunciava un sommesso ma fermo “ Buongiorno”.
Lui richiuse il portellone del mezzo alle sue spalle e la guardò obliterare il biglietto, e continuò a guardarla dallo specchio retrovisore, mentre procedeva adagio a scegliersi il posto: come lui immaginava Continua >
una sera, al cinema…
28 feb
La puntò subito già in coda alla biglietteria, mentre si stringeva addosso il cappotto con entrambe la mani, cappotto dal quale spuntavano due polpacci ben torniti, digradanti in due caviglie sottili che scomparivano in due scarpe col tacco alto, a spillo; nere, con la suola rossa, e G. decise che lei era la sua preda di quella sera. I capelli raccolti scoprivano un viso malinconico e imbronciato, sbuffava visibilmente scocciata dietro al suo accompagnatore: freddo e altero, atletico e distaccato: aveva l’aria di uno che si trascina dietro un peso morto, qualcosa di inanimato. Non poteva udire quello che si Continua >
donna che si dà
28 feb
Il ticchettio dell’orologio, il gocciolare del lavandino, il ronzare del frigorifero, e in lontananza un televisore acceso. Barbagli di luce sul soffitto buio, velati dalla turbinosa ascesa di anelli di fumo. D. volse lo sguardo verso la donna addormentata al suo fianco, Giovanna, ma mi chiamano Gianna, tu però chiamami Giò, ma con la J, Jo. Quella sera l’aveva incontrata per caso, l’aveva agganciato dicendogli che all’università era l’amica della compagna di stanza di sua sorella e che si erano conosciuti durante il trasloco: Ti ricordi? Ti ho fatto il caffè. Non si ricordava di lei, no. Ma lei aveva Continua >
magica ipsilon
28 feb
Non c’è ghiaccio o granita che tiene banco nel pomeriggio che non vuole finire, nell’afa insostenibile in un torrido agosto d’entroterra del sud.
Davanti al piccolo bar del paese i soliti avventori, scoloriti come la vecchia insegna , che hanno rinunciato a spremere un po’ di sonno dai loro guanciali sudati.
Le bocche impastate di birra e tabacco biascicano improperi mentre giocano stancamente a carte. Dimentichi della vita.
Nel silenzio totale, un suono.
Tacchi.
Un susseguirsi armonioso di passi sul selciato che costeggia il viale che spacca in due la piazza del paese, richiama lo sguardo verso la macchia di colore da cui proviene. Rosso corallo: è Continua >
non basta
27 feb
Perché non posso avere cento mani e cento bocche?
Le mie sole braccia e le mie sole gambe non bastano,
per toccare ogni tuo centimetro, e nessun centimetro
può aspettare, vorrei toccarti tutto nel medesimo istante,
vorrei essere grande, senza fine, vorrei baciarti ovunque, e ovunque
leccarti, succhiarti, vorrei far passare sul mio palato ciascuno dei tuoi sapori.
vorrei avere mille e mille propaggini per avvolgerti completamente,
vorrei potermi spalancare tutta, aprirmi da parte a parte,
per averti in me per intero,riempirmi di te completamente
vorrei essere molle come creta, perché tu possa penetrare in ogni parte di me
affondare la tua carne nella mia in ogni angolo, afferrarmi le Continua >
contagiami
26 feb
Contagiami:
Non importa da cosa tu sia affetto
Non avrò difese
Verso tutto ciò che venga da te.
I tuoi pensieri e il tuo essere
Voglio che mi penetrino
Per guardarli dal di dentro.
Sii virulento nel travolgermi,
Corrompimi anima e sangue,
Donami quel lampo del tuo sguardo
Che mi accende di brama.
Infettami,
Fammi passare quello che tu hai passato,
Così che la mia carne senta i dolori patisci
E i piaceri di cui godi tu.
Fa che io batta e strida i denti
Scossa da brividi
Che non mi facciano dormire,
Ma che mi portino a galleggiare
Nel tuo soave languore.
Invadimi ,
Dolce febbre che non consuma,
Ma scalda piano,
Tinge di vermiglio gote e labbra
E vela Continua >
sotto coperta
26 feb
Si tirò la coperta fin sotto il mento, invasa da uno strano tremore, da una strana debolezza. A un certo punto aveva dovuto spegnere il computer, staccare, perché le facevano male gli occhi.
Qualche giorno prima il suo uomo le aveva inviato, un po’ per gioco, un link per un sito erotico, che lei aveva esplorato con cura, non solo per curiosità, non solo per compiacerlo ma perché aveva trovato delizioso quel piccolissimo dono, quel pensiero che lui aveva avuto, quella bellissima condivisione: si erano scambiati messaggi per commentare, ne avevano parlato segretamente e lei aveva sentito con gioia che questa Continua >
e vai con questa nuova esperienza….
25 feb
creare un blog? gestirlo??? chi, io??? ma non sono capace!!! chissà come mi è venuto in mente: ma ora siamo qui. iniziamo questo viaggio: credo ne valga la pena…








