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Come Ti Amo

Come la corsa sotto la pioggia

Coi polmoni rotti dal gelo

Come il velo di lacrime

Che fa ballare le luci negli occhi

Come la notte di San Lorenzo

Con la fronte verso una vaga speranza

Come quando insonni nel letto si trema

Che non c’è coperta che scaldi abbastanza

Come quando ci si spoglia dei vestiti fradici

Coi segni rossi sul corpo tremante

Come il primo bagno in mare di giugno

Con l’acqua che lambisce la pelle bianca

Come l’alito caldo sul vetro freddo

Col dito che vi traccia disegni infantili

Come appostarsi di notte

Contro un muro coperto di edera

Come una strada piena di buche e fossi

Che conduce a una meta preziosa

Come indossare una Continua >

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Una Sorpresa

Luca tornò a casa  nervoso dopo una lunga giornata di lavoro . Il tono di sua moglie Adriana al telefono gli era parso un po’ strano, agitato. Gli aveva chiesto con precisione l’orario del suo rientro, e volle sapere se per caso non avesse in mente di portare a cena qualche collega.

“Scusa, è successo solo una volta che invitassi Claudio senza avvisarti, mesi fa”

“Bè, fa che non succeda più: in particolare oggi.”

Mentre Adriana pronunciava queste parole, a Luca era parso di sentire il rumore di una sedia spostata: non era sola in casa, forse? Rimuginò a lungo, cercando di mettere in relazione Continua >

the trap

Parliamone

Parliamone. non consegniamo all’oblio questi momenti senza averne parlato senza aver speso le parole che servono. parliamone per aver conferma che è successo. parliamone per suggellare ciò che abbiamo condiviso. ceselliamo i dettagli su cui non ci potemmo soffermare e facciamoli volare: parole come soffioni consegnate al vento e all’immortalità.

Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.

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La tua voce

La tua voce. Cipria e nebbia, polvere e zucchero di canna. Talco e sale, hennè, gesso colorato, ocra, porpora, cobalto e zinco. Creta e terra rossa, cannella e the verde. Pulviscolo di marmo, sabbia dorata. Argilla bianca, fuliggine e carbone. Granella di mandorla, caffè, oro e argento. Chicco di riso, amido, farina, bianca scia. La tua voce. Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported .

bacio

Dedicato agli uomini.

Premessa: questo non è un attacco rivolto al genere femminile cui fieramente appartengo! È una semplice osservazione ispirata a delle confidenze che ho raccolto.

 

 

 

È luogo comune credere che per quanto riguarda il sesso gli uomini e le donne siano diversi come il giorno e la notte. Noi donne solitamente siamo più profonde e sentimentali, abbiamo più spesso bisogno di coinvolgimento , di sentirci al centro delle attenzioni e via discorrendo.

Dell’uomo si dice che vive il sesso in modo più istintivo e fisiologico. E che ha sempre in testa solo quello, molto più di noi . Tanto che molte donne danno per Continua >

opera di Annick Bouvattier

quando dici “Mia”

Tu

Che mi dici “Mia”

E su quella parola indugi

Posso sentire il mare rotolarsi tra le tue labbra

Quando dici

Mia.

Mi stringi i fianchi e lo ripeti

E io mi sento fatta di infinite parti:

a ognuna tu ti rivolgi,

a tutto ciò che si trova nei miei contorni

quando dici

Mia.

Riecheggia il buio

Della mia stanza solitaria,

una flebile luce

Disegna il mio corpo

Mentre mi accosto al letto:

Sento la tua voce dire

Mia

Ed eccoti qui, distinto e chiaro.

Nel fondo dei tuoi occhi

Mi vedo riflessa,

piccola piccola

e tutta intera:

allora penso che è vero,

meraviglia, è vero!

Ti appartengo

Perché l’immagine di me che rendi

È tanto vera, autentica e completa

Da divenire sostanza,

materia di carne e sogno.

opera di Annick Continua >

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Amina

Buon compleanno cara…

 

 

Silenzio: voi tutti un nome riecheggia in questa notte vuota e mi parla di chi lo indossa. Viene da lontano e si posa gentilmente sulla bocca: badate bene, ho detto bocca non labbra, perchè la bocca è carnosa, è calda, accoglie e ingoia, la bocca è la porta che si apre per placare la fame delle viscere, profonde, come lei.

Parla di uan sposa fedele, il suo nome, di un grembo illustre: fedele all’Amore che lei serve; come grande sacerdotessa di cui baciare la veste, come serva incoronata dalla sua devozione.

Parla della dea primigenia, il suo nome, della Continua >

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Cerette…

“Pvego, Nicola, in anticipo come al folito, accomodati puve” disse l’estetista Lella aprendomi la porta e salutandomi con la sua esse blesa e la sua erre moscia: un connubio che, all’inizio, mi aveva spiazzato, ma adesso ero abituato.

Mi informò di averne ancora per un bel po’, con la cliente prima di me: assicurai che non era un problema, sedetti sul canapè nella piccola sala d’attesa e aprii il mio giornale. Sapevo che non l’avrei letto granché. Lella si richiuse nello stanzino e si rimise all’opera. Dopo poco tempo, sentì provenire da lì dentro un grido: “AHIA!!!”

“Uhm, ceretta” pensai, ridacchiando. Continua >

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Ho chiuso gli occhi

Tiepido vento che gioca col mio vestito sulle ginocchia

E increspa la mia pelle in un brivido che pare onda di mare.

Arrendo la testa tra le braccia a riposare e chiudo gli occhi

Le fronde danzanti mosse dalla mano della brezza

E i gatti nel loro giocar a scoprire il mondo

Più non guardo, e arriva lucente un’ intuizione.

Questo è un posto segreto che nessuno conosce

Tranquillo da potersi sfilare gli abiti e farne giaciglio per due.

Se venissi qui da me adesso e mi abbracciassi vedresti

Che resteremmo indisturbati e sereni per ore ed ore.

Nel breve spazio del mio calare le ciglia

Potrebbero morire gli anni interi

E Continua >

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il richiamo

Prima di appartenerti

Il tuo nome cadeva nel vuoto

Nessuna corda si tendeva

Esso non era un richiamo.

Ora che veste la tua figura,

ora che racchiude il tuo sguardo,

ora che identifica la tua mano,

esso è dovunque,

è il nome di un bimbo che gioca in un cortile,

è affisso sui muri,

è scritto nei giornali

come se tutto il mondo

mi chiamasse non più col nome che

era il mio

ma col dolce suono

che richiama alla mente

il mondo che sei tu:

il mondo che mi appartiene,

il mondo cui appartengo.

Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.

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avviso ai naviganti

sto un pochino sistemando il blog, mi scuso se questo potrà causare un disagio nella navigazione!

gli articoli sono comunque tutti a vostra disposizione nelle categorie e negli archivi mensili.

Elettra.

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Corriere espresso

qualche volta, una consegna sbagliata di un pacco può succedere. Ma siccome non tutto il male viene per nuocere…  nasce un altro piccolo divertissement erotico!

“Buongiorno, devo recapitare questo pacco al signor M.”, disse il fattorino del corriere espresso, suonando alla porta alla undici del mattino mentre Elvira era intenta a lavare il lampadario della sala. Aveva imprecato quando avevano suonato alla porta, rischiando di cadere dalla scala su cui si era arrampicata per compiere la delicata operazione che avveniva puntualmente ogni terzo venerdì del mese.

“Oh si … Deve essere quel robot da cucina che ha ordinato su internet la settimana Continua >

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Make-up

questo racconto l’ho scritto pensando allo stile delle sit-com americane:

un equivoco  un pò comico e poi….

“Posso truccarti?”

Disse Melissa, sventolando un gran pennello e sfoderando un sorriso da far impallidire.

“Truccarmi? Ma come ti salta in mente?”

Rispose Claudio, mentre già sudava freddo nel vedere Melissa in shorts e canotta, avanzare verso di lui a piedi nudi e con un’espressione maliziosa negli occhi.

“Si dai … devo esercitarmi per il corso di make-up che sto facendo … Mi serve una cavia!”

“Io sono qui per aggiustarti il computer, Melissa …”

Ma lei era già addosso a lui, aveva afferrato il bracciolo della poltroncina girevole e Continua >

hotline

Call Center

un piccolo divertissement…

“Il prossimo della lista è il signor F ….” Pensò Sonia, operatrice di un piccolo e sgangherato call center che in quel momento si occupava di indagini di mercato per una azienda di detersivi.

“Pronto, signor F.?”

“No, il signor F. è fuori di testa e io sono il badante.”

“S- scusi …???”

“Ho detto, si, sono io, chi parla?”

Spiazzata, Sonia balbettò:

“ Buongiorno: io sono Sonia. Chiamo per conto della Clean-Twirl, una azienda che produce detergenti per la casa e la biancheria e …”

“Che palle …”

“Come dice, scusi???”

“Ho detto, dimmi tutto tesoro, sono tutto orecchi.”

Confusa, Sonia non sapeva che pesci pigliare, Continua >

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difetto d’eternità

Quante saranno state,

Le vite prima di questa,

Dal principio dei tempi ad oggi?

Se ci son state,

Tutte, forse mille o di più,

devo averle trascorse con te.

Non saprei altrimenti

Come possa esser così forte

Il desiderio,

Così ostinata la certezza

Stretta tra i denti

E ripetuta come salmo

Di passare con te tutte

Le altre che verranno.

Considererò questa vita

Questa sciagurata vita d’assenza

Un piccolo

Trascurabile

Difetto d’ eternità.

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dormiveglia

questa poesia con l’eros non ha molto a che fare. o forse si, a ben vedere. ha a che fare con le percezioni..

Adoro il dormiveglia

Magico limbo

Dove le cancellate si aprono

E le sentinelle del giorno

Danzano con quelle della notte

Sulla superficie dei sogni

Vitrea come lago

Insieme ne scrutano le profondità

Prima che si prosciughi

Come vaso incrinato riversa

Le sue acque

Sulla rena arida della coscienza

Sul fondo appaiono macchie

Di pura energia, di idee

Che la notte tende al giorno con i suoi carnosi palmi

Brillano nella luce lattiginosa

Solo per un attimo

Prima che tutto si squarci

E torni al suo posto

Nulla resta sotto il sole impietoso

Solo una vaga inquietudine

Una vaga eccitazione

Delle Continua >

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l’amore bussa

l’amore bussa alle mie porte alle mie finestre sibila tra le fronde dei miei giardini cammina per le mie terre in mille forme e travestimenti a volte è difficile da riconoscere a volte è difficile distinguerne le sagoma attraverso i vetri battuti dalla tempesta ma io vedo che sempre è lui che entra dalle mie porte dalle mie finestre è lui che abita le mie terre.

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Complimenti allo Chef!

“Ma … lei non è Matilde!!!” esclamò Livia, accomodandosi frettolosamente la vestaglia semi aperta. “Mi pare evidente, signora: non sono Matilde, sono Salvatore: Matilde si è rotta un braccio e l’agenzia ha mandato me” , rispose il giovanotto, con un sorriso scintillante negli occhi scuri e con due belle fossette agli angoli di una bocca ben disegnata e con i denti bianchissimi. Livia era ancora stupita ma già stava osservando la bellezza abbacinante del ragazzo, che sembrava un po’ giovane per essere uno chef, e che con la sua altezza e imponenza fisica avrebbe potuto benissimo fare il modello e Continua >

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sacro è il mio ventre

sacro è il mio ventre perchè lì nasce e abita il desiderio mio di te sacro è il mio ventre che pur non ha concepito altro che l’amore mio per te: e in esso la vita, la mia

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aria fredda

L’aria  è fredda, e fredda la punta delle tue dita come se un gelo d’assenza fosse venuto da dentro freme nel contatto la tua mano freme nel riceverlo la mia pelle i tuoi occhi lucidi si riflettono sul soffitto che mi appare stellato anche in pieno giorno. scivola sotto i miei vestiti: è lì l’alcova che scalderà il tuo desiderio stremato e le parole nella mia bocca si sono liquefatte mi percorrono tutta fluiscono in un rivolo nel centro del mio essere dove la tua lingua se ne bagnerà e  le farà fiorire.

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il tempo

Com’è relativo il tempo : Scorre su di noi, mio tesoro, lo vedi? No e nemmeno io, tranne quando scorgo il tuo viso E lo scopro caro di ricordi che prima non avevi, Vedo una tenerezza nel tuo sguardo Che il quotidiano ha alimentato. Non è il giorno o l’anno il metro Per misurare il tempo, il mio, Ma i solchi che lascia dentro me, sono le cose con cui io l’ho riempito, E il ritmo con cui amo scandirlo è la musica fatta da parole e silenzi Le quiete attese e le frane improvvise E i battiti del mio Continua >

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in treno

Viaggiavo spesso in treno. Mi era sempre piaciuto, e di solito prendevo posto accanto al finestrino, facendomi quasi tutto il viaggio con la testa girata verso fuori, verso il paesaggio che scorreva veloce sotto gli occhi. Sceglievo di preferenza scompartimenti vuoti, e raramente attaccavo bottone con gli altri passeggeri, quando venivano a sedersi accanto a me.

Quel giorno, un uomo giovane, come me, più o meno, entrò nel mio scompartimento un paio di stazioni dopo la partenza. Aveva come bagaglio uno zainetto liso e floscio, che pareva vuoto. Aveva l’aria forzatamente spavalda, e un sorrisetto strano, nervoso. Si passava le dita Continua >

Idyll-Bouguereau-L

incontro a mezzogiorno

Sole alto: mezzogiorno di fuoco, di calda primavera esplosa di farfalle e insetti ronzanti, lungo un nastro di strada affondata tra le campagne casualmente in una distrazione del tempo io e te. Fermo il mondo a svolgersi lontano da noi, a darci breve tregua in questa tiepida e sonnacchiosa ora che apre il pomeriggio.

Un incredulo venirsi incontro: “ Proprio tu, qui?” “Proprio tu, adesso?”

Mentre corpi si accostano l’un l’altro frementi e indugianti in quell’attimo di timidezza che ha l’affamato davanti al banchetto.

I tuoi occhi, i miei occhi, specchi e pozze d’acqua, mi immergo, ti immergi, mentre l’abbraccio sale dalle mani Continua >

bondage

sciogli i miei nodi

Sciogli i miei nodi, dolce tesoro Slaccia le corazze che la vita Mi ha serrato addosso Slega le cinghie che m’ ingabbiano Libera le mie ali perché io Mi innalzi al tuo fianco Sbottona le mie ansie, Scosta le mie paure Togli il giogo dalla mia gola Rendimi fiato e voce Perché io possa cantare Perché io possa sbocciare Aprendomi, libera, tutta E danzare la tua meraviglia

Jack Vettriano Couple X

chiedo perdono

Chiedo perdono

In ginocchio

Alla mente

All’ anima

Alla pelle

Per quelle volte

Che ho fatto l’amore

Tanto per fare.

L’amore va celebrato su altari di brace

Va consumato sulla cima di una montagna

Scalata a mani nude.

Chiedo perdono

Con rabbia

Per quando ho svenduto

Per quando ho capitolato

Stanca di lottare

Per quando ho acconsentito

Per non rifiutare.

L’amore va versato dentro fauci spalancate

Va percosso su carni tremanti

Va fatto vibrare su membra tese schioccante come frusta.

Chiedo perdono

E giuro solennemente

Croce sul cuore

Croce sul ventre

Di servire l’amore come sacerdote

Di percorrerlo come pellegrino errante

Di salmodiarlo con grida roventi

Di dipingerlo con la punta della lingua

Fino ad averne secca la bocca

Di modellarlo con mani tremanti

Di danzarlo con spasmi violenti.

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leigh

ti vengo incontro…

La corrente mi ha incanalato mi ha risucchiato ma ognuno dei passi che mi allontanavano da te era un grido: amore mio, non importa quanto lontano io stia andando, ogni strada che percorro è un venire incontro a te…..

pincer movement

saprebbero volare

poesia scritta da Max

Saprebbero volare

E sfiorare planare

Risalire e sorprendere e poi

Lo saprebbero

Dove

Ingannevolmente

Posarsi.

Attese attente e maledette

A cogliere incontrollabili

Assenso

E abbandono.

Tutto questo saprebbero

Le mie

Labbra

Del tuo corpo…….

cielo-stellato-stelle

la follia d’amore

non è mia. ma è mia.

Sfrontate mani

la mia e la tua:

la carezza di un cane,

un malizioso pretesto,

e tra il morbido manto

toccarsi nascoste

le vedemmo.

A inseguir senza timore

quel che ogni ragione fugge;

la follia d’amore.

E poi , come sole e cometa

ad amar iniziammo,

ma tanta vi cogliemmo gioia

nel breve sfiorarci

che la crudele orbita

piegammo ,

a diventar

tonda e infinita danza.

E sull’ordito incanto di un tappeto

rubati , e al mondo celati,

da meraviglioso stupore

tra le stelle volammo….

Calda e morbida

ora d’agosto,

di balze rosse avvolta,

e dolce e impetuoso respiro

che bianca veste non tratteneva.

Carezze di seta

e bocche di velluto,

sicure e scivolanti

su sentieri di carni roventi

indugianti appena

nell’istante e sospeso e diafano

che l’abbandono precede

ma Continua >

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muta ti parlo

Non ho pronunciato una sola parola

Ma ho parlato con idiomi sconosciuti

Lingue antiche di popoli estinti

Versi primitivi delle caverne

Parole impresse su pietre in strani segni

Ti ho parlato dagli angoli del mondo

In dialetti di regioni lontane

Da tutte le longitudini mi son rivolta a te.

Polvere di secoli e sangue di genti

Sono qui dentro di me mentre muta ti parlo

Ti narro della storia del mondo

Della scintilla che creò la terra

Ti racconto dell’atavico palpito

Del primo desiderio mai provato

Vesto per te costumi di mille epoche

E li abbandono uno ad uno

Rinascendo ogni volta dal nulla

Venendo a te da ogni tempo vissuto. #gallery-3 { margin: auto; } #gallery-3 .gallery-item { float: Continua >

bacio

il mio bacio

La bocca si apre, la pelle si tende

Come se da dentro qualcosa volesse uscire

Come uccello in lotta contro il guscio che lo trattiene

Come sorgente che gorgoglia verso l’aria

Così il mio bacio

È una fuga del mio spirito

Che corre a sdipanarsi nei labirinti del tuo

Come testa di gatto sotto calda ascella

Come viandante bagnato presso il rifugio

Come stella risucchiata dal buco nero.

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Continua >
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un brano di “lift mansion”

“lift mansion” è il nome di un racconto che sto scrivendo, nato da un sogno che ho fatto, ambientato in uno strano posto dove c’erano tanti ascensori… mi sono messa a pensare e pensa che ti ripensa… è venuto fuori un soggetto piuttosto intricato che sto nutrendo come un cucciolo…. ve ne propongo un pezzettino….

In fondo c’era un piccolo palco scenico: in quel momento, due ragazze si stavano esibendo al suono di una musica tribale, in un numero di danza estremamente erotica. Erano alte uguali, imponenti e giunoniche: ma una era nera come l’ebano, aveva una splendida pelle di seta; Continua >

tango

tango… sotto il tavolo

Posate e bicchieri piatti e pietanze e chiacchiere un po’ distratte e soprattutto: un tavolo. In mezzo.

Tra il labirinto di sguardi sciamanti come api, i nostri furtivamente si agganciano e si staccano per poi riallacciarsi morbidamente. Sotto il tuo sguardo prendo coscienza di ogni singolo movimento del mio viso, del mio collo, delle labbra che si aprono per parlare o per sorridere, della mia lingua che rotola nella bocca nel formulare le parole, di ogni mio abbassare e alzare le ciglia, del mio passare le mani tra i capelli e non so se è la mia volontà che mi muove Continua >

luna

torno a casa….

amo tornare a casa in piena notte, quando tutto tace e tutto dorme: la luna e le stelle guardano i miei pensieri con un dito sulla bocca, in silenzio seguono la musica che suona dentro di me, come il ricordo di un tango segreto, di un abbraccio astrale, di due occhi che sono finestre aperte verso l’infinito… il mio ultimo battito di ciglia sarà come il chiudersi dell’ultima pagina del racconto di oggi; e la parola finale sarà l’inizio di quello di domani….

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la tua bocca, il tuo respiro

Complici e consenzienti, sospiranti, i miei abiti si arrendono alle tue dita. Trovi la pelle, la mia schiena si inarca e si scioglie, sei fresco come un sorso d’acqua , come una boccata d’aria … Ma è calda la tua lingua che accarezza la mia bocca, sono calde le tue labbra che si posano sul mio seno: il solco che nasce tra loro sembra nato per accogliere teneramente il tuo viso, per fare da valle al sole dei tuoi occhi limpidi come torrente. Sgrani i miei capezzoli come un rosario profano, essi riemergono rosei e bagnati simili a un tenero Continua >

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seta blu

Vesti di seta il mio corpo, scivoli con mani e occhi sulla mia pelle, accarezzi ogni parte di me con il tuo desiderio, la tua brama, che mi  mi eleva, mi fa sentire quieta ed esaltata, mi fa rannicchiare tra le tue mani come se fossi dentro una conchiglia: fuori imperversano tutte le tempeste di tutti i mari, ma dentro è dolce la melodia della risacca, hanno la tua voce tutti i bisbigli d’amore in ogni tempo sussurrati …

Blu come le onde, blu come l’abito che ami vedermi addosso: come la notte che ci vide addossati a un muro a Continua >

botero

la brioche

racconto semi-ironico….

Quella mattina F. era decisamente di cattivo umore, forse anche per colpa di quel tempaccio grigio, o per quello che l’attendeva al lavoro. O forse la verità era che la sua amata era rimasta ostinatamente girata dall’altra parte, al risveglio, sicuramente ancora offesa per la sciocca baruffa della sera prima, quindi F. era uscito mal rasato, senza aver fatto colazione, e con un diavolo per capello.

Entrò sbuffando in un bar sotto casa, dove nonostante la vicinanza non andava mai: non lo aveva attirato, finora, l’aspetto vetusto e quella insegna che, insieme a una pin-up anni 50, annunciava che quello era Continua >

k

tanti auguri Marina!

oggi è il compleanno di una mia cara amica, purtroppo fisicamente lontana… questo è il mio piccolissimo regalo…

Marina …. Marina è come la brezza e come l’onda. Ti accarezza dolcemente, tiepida dei suoi viaggi nel sud aromatico e assolato, e ti graffia con il gelo che ha raccolto su freddi altipiani.

Ti lambisce e ti invita, ti travolge, ti culla e ti sommerge, ti annega e ti restituisce alla scintillante superficie dell’acqua, coi polmoni che ti scoppiano delle profondità degli abissi di lei che, pure, hai solo intravisto….

Perché Marina non finisce dove arriva il tuo sguardo…

Marina va oltre, oltre ancora e Continua >

soho nights

strane luci

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“Hei! Ci sei???”

Esclamò l’amica che aveva accanto, cogliendola con lo sguardo incantato nel vuoto.

Sembrava strano che lei si potesse estraniare in quel locale affollato, rumoroso e con le luci intermittenti e colorate; ma ciò che nessuno dei presenti sapeva era che aveva le mutandine che continuavano a bagnarsi, perché un bellissimo incontro fugace si era protratto fino a pochi istanti prima che gli amici la raggiungessero, e aveva appena fatto in Continua >

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grazie marco!!!

senza  di te, questo blog non esisterebbe! ti bacio….

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io so per sempre……

.la storia farà scempio di uomini e parole, gli uomini non saranno più frasi d’amore, ma nel continuo disperarci che c’è in noi, io so per sempre che tu ci sei…..

renoir

sotto coperta

Si tirò la coperta fin sotto il mento, invasa da uno strano tremore, da una strana debolezza. A un certo punto aveva dovuto spegnere il computer, staccare, perché le facevano male gli occhi.

Qualche giorno prima il suo uomo le aveva inviato, un po’ per gioco, un link per un sito erotico, che lei aveva esplorato con cura, non solo per curiosità, non solo per compiacerlo ma perché aveva trovato delizioso quel piccolissimo dono, quel pensiero che lui aveva avuto, quella bellissima condivisione: si erano scambiati messaggi per commentare, ne avevano parlato segretamente e lei aveva sentito con gioia che questa Continua >

e vai con questa nuova esperienza….

creare un blog? gestirlo??? chi, io??? ma non sono capace!!! chissà come mi è venuto in mente: ma ora siamo qui. iniziamo questo viaggio: credo ne valga la pena…